“La prevenzione è nostra amica”

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Un momento dell’incontro

Sabato pomeriggio presso il teatro Comunale di Roccagorga si è svolto un incontro – dibattito il cui slogan era “La prevenzione è nostra amica” che ha affrontato il tema molto sentito della neoplasia della mammella. L’incontro è stato organizzato dall’Amministrazione Comunale, Sindaco dott.ssa Carla Amici, e dalla dott.ssa Nancy Piccaro Assessore alle Politiche Sanitarie in collaborazione con la LILT, Lega Italiana per Lotta contro i Tumori provincia di Latina.

IMG_1670Di fronte ad un teatro pieno all’inverosimile l’incontro è stato aperto dalla dott.ssa Piccaro che come operatrice sanitaria dell’ospedale “ S.M. Goretti” ha sottolineato l’importanza della prevenzione a 360 gradi nel mondo della sanità. Molto partecipato l’intervento del sindaco che, anche come donna, ha tracciato l’importanza di una sempre più stretta sinergia tra tutti gli operatori coinvolti, dalla politica, alla Ausl, alla Università.

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A seguire l’intervento del dott. Alessandro Novaga responsabile per i Rapporti con gli Enti e le Istituzioni per la Presidenza della LILT, che ha portato i saluti del Presidente dott. Alessandro Rossi e tracciato un resoconto dell’attività svolta dall’Associazione in questi anni in provincia di Latina, ringraziando tutti i volontari e le numerose infermiere presenti in sala.IMG_1671

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Di primissimo ordine i relatori chiamati, dal Prof. Erasmo Spaziani, docente universitario vero deus ex machina della medicina rocchigiana, umanamente e professionalmente sempre disponibile, che ha spiegato l’importanza medico-scientifica della prevenzione nell’ambito di una vera e sentita sinergia tra Strutture Sanitarie Aziendali e l’Università. Alla fine ha relazionato il Chirurgo Senologo, Direttore Clinico della Breast Unit della Ausl di Latina, dott.Fabio Ricci, anch’egli rocchigiano che mancava dal suo paese da oltre 30 anni, tanto che all’inizio della sua relazione ha tradito un attimo di emozione. IMG_1673Il dott. Ricci ha ripercorso l’evoluzione della ricerca e dell’innovazione in campo senologico, partendo dall’approccio iniziale fino ad arrivare al percorso diagnostico – terapeutico. Ha ribadito l’importanza della presa in carico del paziente metaforicamente rappresentato dal cosiddetto “caregiver”, con il paziente al centro dell’agire medico, una vera rivoluzione e principale obiettivo della Breast Unit. Indirizzo, quest’ultimo, su cui tra l’altro fa molto affidamento il nuovo Direttore Generale della Ausl dott. Giorgio Casati.

                                                            Assessore Comunale Dott.ssa Nancy Piccaro

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“Una realtà a favore delle donne“, intervista al senologo Ricci

Di seguito l’intervento del dottor Fabio Ricci dopo il convegno di Aprilia

(Servizio a cura di Marina Cozzo Il Corriere della città)

 

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“Una realtà a favore delle donne”, incontro ad Aprilia

Sabato 2 aprile 2016 alle 16,30, il Centro Italiano Femminile di Aprilia, accoglie l’incontro dibattito “La Breast Unit: Una realtà a favore delle donne” in programma in via Veneto 2 (Comitato di quartiere Aprilia Nord).

Tra i relatori:

  • il Dott. Fabio Ricci, chirurgo senologo direttore clinico Breast Unit Ausl Latina
  • il Dott. Giampaolo Spinelli oncologo Ausl Latina/ Università La Sapienza, Polo pontino
  • il Dott. Alessandro Novaga, responsabile Presidenza Lilt provinciale per i rapporti con enti e istituzioni

Per l’occasione la giornalista Marina Cozzo presenterà il libro “Intrecci di vita” di Rosy Langiano, presidente Cif Aprilia e responsabile Lilt Aprilia.

Parte del ricavato della vendita del libro sarà devoluto alla Lilt di Latina.

All’evento è previsto l’intervento del gruppo musicale The Sciulby.

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3^ INCONTRO PONTINO DI CASISTICA DERMATOSCOPICA INTERATTIVA

La sezione provinciale di Latina della Lega Italiana per la lotta contro i Tumori organizza nella giornata di sabato 2 aprile 2016, presso la sala convegni della struttura alberghiera “Il Focarile” ad Aprilia, il “3^ INCONTRO PONTINO DI CASISTICA DERMATOSCOPICA INTERATTIVA” nel corso del quale verrà assegnato il “Premio Letizia Aielli”,  dedicato alla memoria di un giovane magistrato deceduto prematuramente a causa di tale neoplasia. La dermatoscopia è ritenuta, attualmente, una metodica non invasiva di fondamentale importanza nella diagnosi precoce e nella gestione del melanoma e degli altri principali tumori della pelle nonché di supporto per l’individuazione di molte altre patologie infiammatorie cutanee e la sezione provinciale di Latina della Lega Italiana per la lotta contro i Tumori, da ben 20 anni, è impegnata nella prevenzione primaria e secondaria dei tumori della pelle utilizzando, trai primi centri nel Lazio, tale mezzo diagnostico. Il convegno, pianificato grazie al contributo educazionale della BioNike, prevede la partecipazione di circa 150 specialisti dermatologi che discuteranno in aula casistica dermatoscopica presentata da quasi tutti i centri, ospedalieri ed universitari, che nel Lazio ed in Abbruzzo eseguono questa metodica. Nel corso dell’incontro, organizzato dal dott. Alessandro Annetta, dermatologo presso la Azienda USL di Latina e consulente della LILT, sono previste le letture magistrali del Prof. Giuseppe Argenziano, responsabile scientifico dell’evento, professore di Dermatologia presso la seconda Università di Napoli, della Prof.ssa Ketty Peris, direttrice della Clinica Dermatologica del Policlinico Gemelli di Roma e del Prof. Alessandro Di Stefani del Complesso Integrato Columbus di Roma.

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Tumore al seno, intervista al dottor Fabio Ricci

Di seguito l’intervista della giornalista Sandra Cervone al dott. Fabio Ricci, senologo, direttore della Breast Unit del Goretti di Latina.
(Servizio a cura di Mino Forcina)

 

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“La forza delle donne”, al Ponchielli in scena lo spettacolo Lilt

Un momento dello spettacolo

Un momento dello spettacolo

E’ stata una serata densa di emozioni quella dello scorso venerdì 11 Dicembre, quando presso il teatro Ponchielli di Latina, è andato in scena lo spettacolo “La Forza delle donne” organizzato dalla Consulta Femminile della Lilt pontina.

La Forza delle donne

Lo spettacolo, per la regia di Tiziana Battisti, si è articolato in una serie di letture interpretate da donne coraggiose che hanno cercato, talvolta anche in chiave ironica, di far conoscere al pubblico cosa può accadere dal punto di vista fisico, ma soprattutto psicologico quando si viene a conoscenza di avere un tumore.

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Patrizia Fanti

Patrizia Fanti

Le letture, in parte tratte dal libro “Ho il cancro e non ho l’abito adatto” di Cristina Piga e in parte da altri testi e documenti, hanno toccato tutti gli aspetti della malattia: dal momento della scoperta, fino alla guarigione e al ritorno alla vita di sempre, passando per l’ansia dei controlli, l’intervento, le difficoltà legate alla terapia, gli effetti collaterali, i problemi nel relazionarsi con gli altri che non hanno lo stesso problema, i cambiamenti che a volte possono verificarsi nel proprio carattere…

Una visione, insomma, a 360 gradi di quello che accade al corpo, alla mente e all’anima di una donna colpita da un tumore. La performance è stata caratterizzata da taglio realistico e a volte drammatico, spesso ironico e sempre intriso di un infinito ottimismo.

Lo spettacolo è stato reso possibile grazie alla disponibilità e alla enorme forza, fisica e  interiore delle seguenti donne:

  • Giuseppina Carreca che ha interpretato la poesia “Non ho più paura” di Deena Metzger
  • Franca Poracari che ha letto “Wonder woman” di Luigina Tauro
  • Barbara Rotonelli in “Premessa”, “La scoperta” e “L’intervento” da “Ho il cancro e non ho l’abito adatto” di Cristina Piga
  • Angela Di Furia Tosi in “Finalmente a casa”
  • Sabrina Brancano in “Testimoni” dal libro Bianco dei primi Stati Generali dei Malati di Tumore
  • Teresa Tutone in “Gli amici”, “L’esame istologico”, “I particolari” da “Ho il cancro e non ho l’abito adatto” di Cristina Piga
  • Anna Maria Garettini in “Ascoltare la sua voce” di Anna Maria Lavarini
  • Giuseppina Carreca in “L’inizio” da “Ho il cancro e non ho l’abito adatto”
  • Pina De Angelis in “Pieno il senso” di Anna La Salvia
  • Rita Salvatori in “La sala d’attesa”, “Fiducia” di “Ho il cancro e non ho l’abito adatto”
  • Giuseppina Carreca in “Ora unici anni dopo” di Maria Rosaria Fonso
  • Barbara Rotonnelli in “Iolanda” dal libro Bianco degli Stati Generali dei Malati di Tumori”
  • Graziella Orlandi in “Mio Marito”, “Le care amiche”, “Gli altri” da “Ho il cancro e non ho l’abito adatto” di Cristina Piga
  • Anna Maria Garrettini in “Sto bene” da Appunti di viaggio di Angela Massafra
  • Luisella Benedetti in “I Figli”, “La Terapia”, “La Tregua”, “E’ finita” da “Ho il cancro e non ho l’abito adatto”
  • Graziella Orlandi in “Profilo” di Sabrina Brancato
  • Tiziana Battisti in “La forza delle donne” di Pietra Benincasa
  • Patrizia Fanti in “Dio”, “La prima cena fuori”, “Il carattere”, “Salsicce e Anima” da “Ho il cancro e non ho l’abito adatto”

 

La Forza delle donne12Una sala affollata e un tutto esaurito per quanto riguarda la vendita dei biglietti sono stati la dimostrazione di quanto siano importanti e soprattutto di quanto siano apprezzate iniziative come questa. Tra il pubblico anche il dottor Fabio Ricci, Direttore clinico Breast Unit dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina da sempre impegnato nelle iniziative Lilt.

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A chiudere lo spettacolo i saluti della coordinatrice Lilt, architetto Patrizia Fanti e del Presidente Provinciale Alessandro Rossi.

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Il presidente Lilt Alessandro Rossi

Il presidente Lilt Alessandro Rossi

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“Campagna Nastro Rosa 2015”: chiusura di successo

Chiusura di successo per la “Campagna Nastro Rosa 2015” organizzata dalla Lilt di Latina durante il mese di Ottobre, mese appunto dedicato alla battaglia contro il tumore al seno.

Di seguito alcuni video che riassumono la mattinata dello scorso 26 Novembre 2015 quando, presso la Palazzina direzionale dell’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina, si è tenuta la Conferenza stampa volta a fare un bilancio dell’intera iniziativa.

Chiusura Campagna Nastro Rosa 2015. Servizio a cura di Teleuniverso

Chiusura Campagna Nastro Rosa 2015. Servizio a cura di gaetachannel.it

Campagna Nastro Rosa 2015. Servizio a cura di gaetachannel.it

Campagna Nastro Rosa 2015. Servizio a cura di Sandra Cervone

intervista esclusiva di Sandra Cervone

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“Campagna Nastro Rosa”, giovedì la conferenza stampa di chiusura

Importante appuntamento, giovedì 26 Novembre alle 10, presso la Palazzina Direzionale dell’Ospedale “Santa Maria Goretti” di Latina.

In programma la conferenza stampa di chiusura della “Campagna Nastro Rosa 2015”. Un’occasione imperdibile per i cittadini e gli addetti ai lavori,  durante la quale sarà diffuso il bilancio delle innumerevoli iniziative messe in atto della Lilt di Latina durante il mese di Ottobre, mese appunto dedicato alla prevenzione del tumore al seno.

Durante la conferenza verrà anche presentato il “Manifesto Rosa di Ventotene”, un documento fortemente voluto dalla Lilt di Latina e considerato il simbolo della battaglia contro il tumore al seno.

All’incontro parteciperanno Michele Caporossi, direttore generale della Asl; Alessandro Rossi, presidente della Lilt pontina; Sergio Parrocchia, direttore sanitario P.O. Nord della Asl; Alessandro Novaga, coordinatore Relazioni esterne Lilt; Fabio Ricci, Direttore clinico Breast Unit. Porteranno inoltre la loro personale testimonianza due donne che sono state operate al seno per un tumore.

Di seguito l’invito.

 

Campagna Nastro Rosa

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24 Ottobre 2015: Sabaudia in Rosa Lilt

Grande adesione, fisica e morale, lo scorso 24 Ottobre a Sabaudia per la presentazione ufficiale del “Manifesto Rosa di Ventotene”, documento fortemente voluto e ideato dalla Lilt di Latina. Un documento che può essere considerato il simbolo della battaglia contro il tumore al seno e che è stato scelto di far conoscere pubblicamente proprio durante il mese di Ottobre. Ottobre è infatti il mese dedicato, attraverso la “Campagna Nastro Rosa”, alla prevenzione del tumore al seno. Per l’occasione il Sindaco di Ventotene Giuseppe Assenso, impossibilitato a partecipare, ha effettuato una telefonata in diretta durante la conferenza, sottolineando tutta la propria vicinanza alla causa.

 

Nel sempre suggestivo, storico edificio delle Poste di Sabaudia (Architetto Mazzoni) si è tenuto l’incontro organizzato dalla Sezione provinciale della LILT di Latina, in occasione della giornata-mese Campagna Nastro Rosa 2015 contro il tumore al seno. Non a caso è stata scelta la cittadina pontina per segnalare la presenza “radiosa”, diffusa ed operativa della LILT oltre i confini della città (Latina), in un luogo assolutamente ridente e ameno.

Al tavolo, il Presidente Dott. Alessandro Rossi, che ha invitato il sindaco Lucci per il rituale saluto; il Dott. Fabio Ricci, chirurgo oncologo e senologo, referente e primo “attore” della LILT; il Dott. S. Novaga, collaboratore fattivo e membro della Lega; il Prof. Giorgio Maulucci, membro del Comitato Etico. Era prevista la presenza del direttore generale della ASL Dott. M. Caporossi, impossibilitato ad intervenire a causa di improrogabili impegni d’ufficio. Ad Elena Ganelli, addetto stampa della LILT, il compito di coordinare gli interventi. Tra il numeroso pubblico, il Consigliere regionale Enrico Forte, l’Arch. Patrizia Fanti, Rodolfo Carelli (un’istituzione per Sabaudia!), le volontarie ed operatrici della LIL tutte di rosa vestite.

Ha introdotto il Dott. Rossi con la lettura della Lettera Ministra Lorenzin in cui, rammaricandosi per non essere presente, esprime il proprio compiacimento per la lodevole Campagna(sic) del Manifesto Rosa di Ventotene promossa dalla LILT di Latina, con i migliori auspici per il futuro.

Indi ha illustrato le finalità, l’impegno e l’importanza della Lega per la lotta contro i tumori evidenziando non solo gli sforzi compiuti per il reperimento e/o l’acquisto di importanti strumentazioni, ma anche la dedizione di quanti svolgono il delicato compito sanitario e sociale. Sottolineando la delicatezza e la necessità della prevenzione, raccomandando di non sottovalutare il problema, chiedendo una sempre più ampia partecipazione e collaborazione a diffondere la presa di coscienza di esso.

Il Dott. Novaga ha letto il “Manifesto Rosa di Ventotene” ideato e scritto dal Dott. Ricci fornendo le dovute motivazioni, accennando all’atto aziendale e alla procedura tra i sindaci di tutti i comuni e il direttore generale della ASL, Dott. M. Caporossi circa l’istituzione della Breast Unit, centro di senologia multidisciplinare per la diagnosi ed il trattamento del tumore al seno, che investe l’estesa fascia territoriale dell’intera provincia (da Aprilia al Garigliano); conclude invitando il prof. Maulucci ad illustrare il Manifesto Rosa.

Questi, nel ribadire l’importanza, la funzione e l’alto compito svolti negli anni dalla Lega, la sua straordinaria crescita, i tangibili risultati circa gli interventi e la efficacia della prevenzione grazie alla “scoperta” del linfonodo-sentinella, ne ha sottolineate la notevole portata, l’incidenza e la politica/strategia culturale come un esempio di eccellenza nel capoluogo e nella provincia.

Ha “commentato” il Manifesto mediante alcune corrispondenze (per analogia) incredibilmente suggestive e sorprendentemente calzanti con altri manifesti; con il film di Fellini “E la nave va”, riferendosi all’idea balenata nella mente del Dott. Ricci nel vedere passare casualmente, nell’ottobre del 2014, “una nave rosa davanti alla costa di Ventotene” (Manifesto-Ricci) Ha evidenziato il significato delle due metafore, la nave, simbolo di un viaggio verso la speranza, l’isola, divenuta famosa anche e soprattutto per essere stata sede e dimora di confino ed esilio di illustri uomini politici. Per avere ispirato lo storico e fondamentale manifesto ovvero la rivendicazione dei “Diritti fondamentali europei” (1941), che proclama l’autodeterminazione dei popoli in virtù di una democratica e solidale convivenza, il riscatto dalla oppressione della dittatura e dei totalitarismi;. vale a dire del “male”.

Parimenti, nel caso della lotta contro il “male” comune (il tumore al seno), l’autodeterminazione delle donne “tutte fra sé confederate” (Leopardi) per combatterlo, con la prevenzione. Il riappropriarsi dell’ “habeas corpus” con il ritorno alla vita e alla libertà. Una forma di resistenza, dunque, analoga alla Resistenza. La determinazione a navigare nel mare ancora minaccioso del cancro verso nuove mete sia della ricerca sia della prevenzione; “per acquisire sempre nuove conoscenze per sconfiggere il tumore al seno”(Manifesto-Ricci). Per debellare il mostro e rivendicare il diritto alla vita.

“La guerra contro il tumore al seno è una battaglia senza morti e feriti, che deve essere un inno alla speranza e alla vita per un mondo unito nella lotta” (ibidem). A riguardo, Maulucci ha citato Kant il quale, nello scritto “Per la pace perpetua” (1795), scrive: “La guerra è un male, perché fa più malvagi di quanti ne toglie di mezzo”. Significato: il tumore-killer, se non prevenuto per tempo, scatena un male (una guerra) che miete più vittime di quante possa averne già mietute. Per tale motivo è assolutamente necessario uscire da quello “stato di minorità” di cui si parla in un altro esemplare manifesto,“Risposta alla domanda: che cos’è l’Illuminismo?”(1784), pure di Kant.

L’illuminismo, scrive il filosofo, è la luce della ragione e della cultura, l’arma indispensabile per non lasciarsi sopraffare dalla ignoranza (a quel tempo, l’analfabetismo) e dai pregiudizi; per non essere emarginati e considerati “minorenni”. Per non lasciarsi soggiogare dalla “pigrizia e la viltà, le cause per cui tanta parte degli uomini” rinuncia ad uscire dalla stato di inferiorità e soggezione. Bisogna perciò affidarsi ad un tutore illuminato che rischiari la mente dall’oscurità. Coincidenza vuole che Kant porti l’esempio del medico il quale, “decidendo per me sul regime che mi conviene ecc., io non ho più bisogno di darmi pensiero per me”. Tutelarsi va bene, ma ancor più autotutelarsi. E’ quanto mai salutevole, infatti, la collaborazione tra il medico-chirurgo e la paziente affinché si eviti di intervenire radicalmente, se non in casi estremi, con l’asportazione del seno che esprime e rappresenta l’aspetto precipuo della donna, vitale (l’allattamento) ed estetico.

E’ uno dei punti fermi del Dott. Ricci, che nel suo intervento conclusivo ricorda il caso di una paziente novantenne, di umili condizioni alla quale, contrariamente alla sua filosofia, disse di doverle amputare il seno. La donna reagì dicendole che lei lo aveva avuto fino alla sua età e non intendeva affatto disfarsene! Ricci prosegue il suo intervento insistendo con forza sul tempismo e la convinzione da parte delle donne nel perseguire la strada della prevenzione Riallacciandosi anch’egli alla citazione di Kant, ribadisce la necessità di superare ogni ingiustificata resistenza, demotivazione o depressione.

Di recuperare “quella parte inconscia, salutare –ottimistica- di noi stessi. Di qui il detto ‘farsi nutrire dal latte del rinoceronte’ ”, come dichiarò Fellini a chi gliene chiedeva il senso (nel film “E la nave va” sopra citato); un rinoceronte femmina, segregata nella stiva, scampata al naufragio; approdata al porto di Ancona in tempo per partorire ed allattare; citata a sua volta da Ricci a proposito del seno dell’anziana signora; del significato del ritorno alla vita. L’invito, dunque, a resistere per non naufragare, a navigare ottimisticamente verso una riconquistata libertà così del proprio corpo come del vivere.

Prima di concludere, il Dott. Ricci ha tenuto a sottolineare la lungimiranza del direttore generale M. Caporossi grazie al quale è stato possibile istituire una delle prime Breast Unit del Lazio (con delibera dell’aprile 2015), fatta propria dalla Regione e, di riflesso, dal consigliere Enrico Forte –che ringrazia- la cui determinazione è stata fondamentale. Il prof. Maulucci, a chiosare il senso dell’incontro, dedica a tutte le donne, alla LILT la “Clessidra”, del poeta e drammaturgo (lombardo) Ettore Gaipa (morto nel 1993).

“ Quando l’ampolla in alto / s’è svuotata di sabbia, / c’è sempre una provvida mano / e tutto torna a fluire./ Puoi farlo –mi sono detto-/ con la tua vita? /Non so se fosse un criterio./ Però, ci ho sempre provato”.

Giorgio Maulucci

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E la nave va. Col Nastro rosa sul pennone

Giorgio Maulucci

Giorgio Maulucci

Giorgio Maulucci, intellettuale pontino nonché componente del Comitato Etico della Lilt interviene sul “Manifesto Rosa” voluto dalla Lilt di Latina.

Quando si dice le suggestioni! Al Dott. Fabio Ricci (Chirurgo Oncologo, Senologo, Ospedale S. Maria Goretti), un referente obbligato della LILT insieme al Dott. Sandro Rossi (Presidente) e Dott. Alessandro Novaga (Coordinatore Relazioni Esterne della LILT), vedendo passare casualmente “una nave rosa davanti la costa di Ventotene, durante il mese di ottobre 2014”, è balenata l’idea del Manifesto Rosa di Ventotene /Campagna Nastro Rosa 2015 (XXIII edizione) : ”L’isola di Ventotene e la nave rosa, una combinazione straordinaria”.

Due metafore, ci ha spiegato, l’una, del navigare verso nuove mete per “acquisire sempre nuove conoscenze per sconfiggere il tumore al seno”, l’altra, altamente simbolica, della resistenza ai soprusi e alla oppressione del “male”. Nello specifico (del manifesto), totalitarismi e capitalismo ovvero la rivendicazione dei “Diritti fondamentali europei” (1941); nella Campagna Nastro Rosa, il tumore al seno ovvero la rivendicazione del diritto alla vita.

Il Manifesto Rosa di Ventotene, insomma, “come simbolo del nostro progetto culturale di quest’anno, le cui linee strategiche consistono nel ricercare sistemi di collaborazione Istituzioni e Società Civile” (Ricci); al fine di promuovere la Cultura della Prevenzione.

Un’azione, come sempre per la LILT, altamente civile (oltre che terapeutica) per esortare le donne ad uscire da quello “stato di minorità”, ovvero di ignoranza ed analfabetismo di cui I. Kant nel suo Manifesto “Risposta alla domanda: che cos’è l’Illuminismo?” (1784): la via per acquisire gli strumenti culturali per non cadere vittime del pregiudizio, della stessa ignoranza, dell’autoritarismo. Nel caso della prevenzione, Kant direbbe che bisogna vincere “la pigrizia e la viltà, le cause per cui tanta parte degli uomini [nel nostro caso, delle donne]” tende a rimanere “minorenne”. Il suo è un discorso politico sulla libertà ed autonomia di pensiero, sullo Stato e il diritto; sulla tutela d’imperio e sulla autotutela. Una sollecitazione a prendere coscienza della propria capacità di tutelarsi anziché affidarsi a chi pensi e provveda per noi. Porta l’esempio di un medico che decidendo “per me sul regime che mi conviene ecc., io non ho più bisogno di darmi pensiero per me”. Nel nostro caso, il discorso è prevalentemente etico-sanitario.

Rovesciando il concetto kantiano, la finalità della Campagna mondiale del Nastro Rosa – e della LILT- è volta oltre che all’azione preventiva, ad avvalorare sempre di più la collaborazione tra medico e paziente; a rafforzare la convinzione – il pensiero vincente – che il nemico va combattuto su due fronti. Questa, almeno, è la tesi e la linea di molti oncologi tra cui il Dott. Fabio Ricci.

Kant sottolinea che è un dovere morale adoperarsi a farcela da soli purché non si faccia di tutto per scoraggiare. “Gli uomini si adoperano da sé per uscire a poco a poco dalla barbarie, purché non si lavori intenzionalmente a mantenerli in essa”. Nel caso del tumore al seno e relativa prevenzione il medico, infatti, deve cooperare con la paziente per metterla in condizione di “uscire da sé dalla barbarie” cioè vittoriosa incoraggiandola, mirando a sottrarla alla rassegnata accettazione e ripiegamento su se stessa.

Il Manifesto di Kant è un inno alla “luce” così della libertà individuale come di quella sociale, quindi, alla vita. La risposta che egli dà, nel suo Manifesto, è che la luce della ragione e della scienza si accende per rischiarare le tenebre del pregiudizio e della paura di reagire (in tedesco, illuminismo = Aufklaerung, schiarimento).

Il Manifesto Rosa di Ventotene vuole essere un incitamento a tutte le donne colpite dal cancro o tumore a liberarsi dall’oppressione per riabbracciare la vita. In altro scritto Kant riporta un detto di un tal Greco (mai identificato dagli studiosi ed esegeti): “ La guerra è un male, perché fa più malvagi di quanti ne toglie di mezzo” (Per la pace perpetua, 1795).

Per Hegel la guerra è un processo dialettico nel quale l’immorale conduce al morale. Entrambi i filosofi, da punti diversi seppur convergenti, perorano la causa della pace, del bene comune intendendo che l’ “immoralità” del male debba sconfinare inevitabilmente nella moralità del riscatto. Il tumore è una aggressione – una guerra – contro gli inermi che, a loro volta, devono scatenare una strenua, pacifica lotta contro di esso.

E’ interessante rilevare la corrispondenza col pensiero del Dott. Fabio Ricci il quale osserva che “la guerra contro il tumore al seno è una battaglia senza morti e feriti, che deve essere un inno alla speranza e alla vita per un mondo unito nella lotta”.

Un pensiero consonante sia con l’idea e la proposizione kantiane di una “pace perpetua”, sia con lo storico, straordinario Manifesto di Ventotene, che proclama l’autodeterminazione dei popoli mediante una democratica e solidale convivenza. Traducibile, nel nostro discorso, nella autodeterminazione di tutte le donne del mondo a lottare contro il male comune.

L’idea, la suggestione del Dott. Ricci ha sollecitato in noi un’altra suggestione, felliniana, derivata dal film “E la nave va” . Non perché si voglia a tutti i costi trovare analogie o corrispondenze, ma perché la manifestazione del Nastro Rosa induce a pensare all’arte di vivere, quindi, alla lezione che anche dalle opere d’arte bisognerebbe sempre apprendere per avere conferma e conforto circa la sempre possibile individuazione e risoluzione del male di vivere ( a tale riguardo, le conferenze del Dott. Ricci docent!).

Siamo nel 1914, un transatlantico, il Gloria, è pronto a salpare dal porto di Napoli. Uno stuolo di naufraghi serbi, fuggiti dopo l’attentato di Sarajevo (al granduca Ferdinando), viene accolto su di esso. Sulla nave si sente un odore nauseabondo che nessuno riesce a spiegarsi. Quando il Gloria affonda, si scopre che il cattivo odore era causato da un rinoceronte stipato nella stiva; questi, dopo il naufragio, si salva ed approda nel porto di Ancona dove partorisce, rivelandosi un rinoceronte femmina.

Lo scultore Valerio Trubbiani fece un omaggio a Fellini creando la scultura “Mater amabilis” (ispirata al rinoceronte), oggi nella piazza di Ancona. Chiesero al regista che cosa egli volesse dire, significare. “ L’unico tentativo per evitare il disastro”, rispose, “è di recuperare la parte inconscia, salutare – ottimistica – di noi stessi. Di qui il detto: ‘farsi nutrire dal latte del rinoceronte ’”.

Uno dei punti salienti delle conferenze-lezioni del Dott. Ricci è la irrinunciabile identificazione della donna con il suo seno, con la mammella da cui sgorga il latte, alimento primo di vita. Perciò si deve evitare in ogni modo, salvo casi assolutamente irreversibili, l’amputazione di essa insistendo con/sulla prevenzione; considerandola un dovere individuale e sociale.

“Quando operate un uomo che ha l’appendicite, egli è per voi un oggetto; lo operate nello stesso modo come riparereste un’automobile o un’altra macchina, quel meccanismo che funziona male. Ma vista dalla parte del malato, colui che ‘subisce’ l’operazione, la questione si presenta diversamente, è qualcosa di particolare, privato, proprio: è la ‘sua’ operazione” (W. Gombrowicz). Insomma, soggettivismo ed oggettivismo, l’essere (la donna col seno), il non essere (la donna senza il seno).

Il medico chirurgo pronto senza colpo ferire ad intervenire sull’ “oggetto”, tutelandolo autoritariamente, a fronte del medico “socratico”, se così possiamo dire, volto cioè ad intervenire psicologicamente e preventivamente. Portare maieuticamente allo stato di coscienza e conoscenza della donna colpita dal killer, la componente ottimistica di lei per affrontarlo e dominarlo.

Il rinoceronte di Fellini, liberatosi, supera il naufragio, riconquista e ridona la vita. “E la nave va”. Verso la conquista di nuove frontiere (la continua ricerca sul cancro), la speranza di debellare , si spera definitivamente, il mostro. “Quando immaginiamo una cosa nera, dobbiamo pensare anche ad un altro colore, perché l’idea stessa di colore è in contrapposizione con tutti gli altri colori” (W. Gombrowicz).

Il colore rosa della nave avvistata dal Dott. Ricci, la nave salvifica di Fellini, il Nastro Rosa che sovrasta il nero. Un Nastro che, “tagliato” nel 1989, negli Stati Uniti, da Evelyn Lander (colpita da tumore), collega le donne, tutte “fra sé confederate”, a resistere per vincere. Che sventola sulla nave che solca sicura il mare minaccioso di un male sempre in agguato. Visibile da/in tutte le città del mondo anch’esse illuminate da una rosea speranza.

“Quando l’ampolla in alto / s’è svuotata di sabbia, / c’è sempre una provvida mano / e tutto torna a fluire. / Puoi farlo – mi sono detto – / con la tua vita? / Non so se fosse un criterio. / Però, ci ho sempre provato.”  (E. Gaipa, Clessidra)

Giorgio Maulucci

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